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Stili di vita: essere single, tra volontà e necessità

C’è il single pro tempore, quello per cui la vita da solo non è che un breve intermezzo. C’é il single per necessità che affoga nel lavoro e di cercare il partner non ne ha proprio il tempo. C’é il single per obbligo che malgrado la buona volontà non trova l’anima gemella da nessuna parte. E poi c’è il single convinto, l’allergico cronico, quello che non vuole legami e che esercita la sacra arte della fuga appena il legame si approfondisce e il cappio inizia a stringergli il collo. Ma, quali che siano le circostanze, ormai dell’essere single se ne è fatto un vero e proprio stile di vita. Che sia il fascino della parola? Dopotutto a noi i termini stranieri risultano particolarmente graditi e in fondo un esotico “single” suona più fashion di un tendenzialmente deprimente “zitella”. D’altronde le trisavole impiccione che fanno il count down ad ogni incontro “tic tac tic tac, ma tu quando ti sposi?” sono merce più rara che in passato.

Così nel frattempo il “singlesimo” si è imposto  un po’ ovunque, anche al supermercato, dove microangurie e monoporzioni sorridono ormai dai carrelli dei solitari, in barba ai cocomeri oversize che rotolano a stento nei megacarrelli familiari. Niente offerte granrisparmio ma almeno non si butta via niente, che sfido io a mangiarsi da soli un’anguria di 20kg.  Quanto alla logistica poi è variabile. C’é il single bamboccione che non lascia il nido di mamma e papà neanche a pedate; quello in attesa di tempi migliori che scapperebbe ad ali spiegate ma non ha i mezzi per farlo. E poi c’é il single autonomo, lavoro solido, automunito, monolocale e monoporzioni, tutto in uno.

Ma che ne è dei romantici sogni di amore che trasudano dai nostri programmi tv? Non temete, se ne stanno lì in quieta attesa, sepolti appena sotto la cenere. Dopotutto il bisogno di amore è una deliziosa malattia, altamente contagiosa e senza dubbio incurabile.

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